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RE-USE

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Padiglione 21

Al padiglione 21 di  SAIE Smart House 2015 la nuova iniziativa “Re-Use, Re-Start” in collaborazione con Nomisma e Nomisma Energia.

Un percorso di approfondimento e scambio per ri-pensare il mercato immobiliare, valorizzandolo e migliorandone l’appetibilità, attraverso alcune direttrici fondamentali: un’offerta che sia credibile, un mercato sempre più internazionale, nuove politiche di gestione del territorio e nuove normative, in un’ottica di ri-generazione e ri-uso.

Una ri-partenza che sarà raccontata attraverso una serie di workshop con i principali protagonisti del Real Estate.

Luca Dondi, Consigliere Delegato Nomisma, evidenzia come la riqualificazione dell’esistente sia l’opportunità per le imprese per uscire dalla crisi del settore, affermando che si registreranno segnali di ripresa grazie a riqualificazione ed efficienza. Le stime di compravendite di immobili, infatti, saliranno nel 2015 a quota 470.324 (+16,7% rispetto al 2013) e supereranno le 517.200 nel 2017. 

"Alla luce di questi nuovi scenari, il mercato immobiliare ed edilizio non sarà più lo stesso – ha commentato Luca Dondi - Se prima della crisi era l’offerta a guidare la domanda, ora saranno i bisogni a sostenerlo. Il mercato sarà infatti caratterizzato da un approccio selettivo, con interventi mirati e soprattutto di qualità, che non si limiterà alla progettazione di un edificio ad alte prestazioni energetiche e di comfort, ma anche alla rigenerazione del contesto che lo ospita, il quale dovrà essere sempre più connesso e ricco di servizi."


Scopri il programma

 

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Riqualificazione del patrimonio immobiliare.
La parola agli esperti 

 

 


Gianni Verga, Advisor Nomisma e Comitato Scientifico RE-USE
Il patrimonio immobiliare è una risorsa da utilizzare e non da sprecare

La valorizzazione di un patrimonio immobiliare deve essere sempre affrontata insieme alla sua costante e progressiva razionalizzazione in relazione al mutare delle esigenze.

Bisogna partire da una costatazione: il patrimonio immobiliare è comunque una risorsa da utilizzare e non da sprecare, proprio come qualunque risorsa.

Il patrimonio immobiliare di un Ente Pubblico, fino a poco tempo fa, è stato considerato una “sine cura” e, in quanto tale, mai considerato come una risorsa reale. La valorizzazione di un patrimonio immobiliare deve essere sempre affrontata insieme alla sua costante e progressiva razionalizzazione in relazione al mutare delle esigenze. Come ampia è la gamma degli interventi di riuso, altrettanto ampia (fortunatamente) è la gamma degli strumenti di finanziamento.

L’insieme delle forme di finanziamento e delle procedure che le stesse vanno ad attivare spazia dal project financing alle concessioni nelle articolazioni più ampie, dalle cartolarizzazioni ai contratti di disponibilità fino ai fondi immobiliari nelle fattispecie più diverse.

È del tutto evidente che alla scelta dell’intervento potranno corrispondere varie forme di finanziamento e il tutto dovrà essere studiato e valutato per raggiungere il punto di convenienza. Si aggiunge, poi, una miriade di possibili prodotti finanziari proposti da banche, e soggetti finanziari in genere, ma anche da provvidenze pubbliche originate dai trattati internazionali (vedi Kyoto) piuttosto che da Direttive Comunitarie e dai relativi provvedimenti di recepimento, oltre che da provvedimenti locali (regionali e/o comunali).


Luca Dondi, Consigliere delegato Nomisma e Comitato Scientifico RE-USE
Mercato immobiliare. E' necessario non ragionare più di singoli edifici

Le necessità di mercato, ancor prima l’esigenza di ripensare lo sviluppo, suggerisce di non ragionare più di singoli edifici, ma di inserire la valorizzazione del patrimonio immobiliare dentro un ripensamento strategico e funzionale del contesto.

Le necessità di mercato, ancor prima l’esigenza di ripensare lo sviluppo, suggerisce di non ragionare più di singoli edifici, ma di inserire la valorizzazione del patrimonio immobiliare dentro un ripensamento strategico e funzionale del contesto.

I recenti tentativi di valorizzazione immobiliare pubblica in Italia dimostrano che, nella perdurante difficoltà di assorbimento, procedere alla scelta dello strumento o del veicolo significa solo rinviare il problema e non risolverlo.

Senza una serie di attività propedeutiche, sia di contestualizzazione del bene immobiliare nel territorio, sia di coinvolgimento dei soggetti privati dentro un processo di ripensamento strategico, difficilmente si possono ripristinare le condizioni di una domanda evoluta e internazionalizzata.


Maurizio Bottaini, Advisor Nomisma e Comitato Scientifico RE-USE
Edifici che invecchiano e perdono il loro valore

La crisi economica ha ridotto la capacità di spesa per le attività di manutenzione ordinaria, e quelle di natura straordinaria vengono spesso sostenute solo in situazioni di emergenza.

Il patrimonio immobiliare del nostro Paese ha mediamente un fabbisogno energetico molto elevato, infatti il 65% degli edifici è stato costruito prima del 1980 ed è mediamente di classe energetica G, la più bassa. La crisi economica ha ridotto la capacità di spesa per le attività di manutenzione ordinaria, e quelle di natura straordinaria vengono spesso sostenute solo in situazioni di emergenza.
In questo modo i nostri edifici “invecchiano” e progressivamente perdono il loro valore. Potremmo invertire la tendenza, ma occorre rispettare alcuni punti.
Il primo è che bisogna procedere nella riqualificazione degli immobili con un progetto integrato, agendo contemporaneamente sugli impianti (caldo-freddo-illuminazione-acqua calda sanitaria), sull’involucro, e sulla produzione di energia per l’autoconsumo. Infatti non è un buon progetto il progetto che prevede di rendere efficienti gli impianti che producono calore se il calore prodotto viene sprecato attraverso la dispersione dell’involucro, e non minimizza la bolletta energetica un progetto che non preveda (dove possibile) di produrre energia in loco per l’autoconsumo se questa costa meno che acquistarla.
Il secondo punto è che il valore economico del risparmio generato può spesare l’investimento necessario per ottenerlo, ma occorrono investimenti ingenti e tempi di ritorno mediamente lunghi; questo comporta da un lato la necessità di utilizzare finanza agevolata senza la quale occorrerebbe ridurre l’entità degli investimenti e quindi dei risparmi, dall’altro lato la necessità di attivare preaccordi con i finanziatori per definire l’entità ed i criteri di finanziabilità del Progetto e del Cliente “prima” di iniziare la progettazione, in modo da focalizzare fin da subito l’attenzione del progettista sull’intervento che risulti fattibile anche sul piano non prettamente tecnico.


Davide Tabarelli, Presidente di Nomisma Energia e Comitato Scientifico RE-USE
Utilities. Da fornitrici di servizi a fornitori di consulenza

Le utilities sono quelle meglio posizionate, visto la vicinanza con il consumatore finale, per sfruttare le enormi potenzialità che sono ancora presenti nelle nostre case, quelle nuove e, soprattutto, quelle già costruite da tempo.

Da tempo le utilities si sono attivate per cambiare modello operativo, da semplici fornitrici di un bene indistinto come elettricità o gas, a fornitori di servizi e di consulenza.
Al primo posto figura sempre il bisogno del cliente di ottenere consumi più efficienti o più intelligenti, e a loro le utilities vendono nuove pompe di calore per il riscaldamento e il raffrescamento, caldaie a condensazione più efficienti, dispositivi per il controllo intelligenti e addirittura piccoli impianti di autoproduzione a fonti rinnovabili.
Le utilities sono quelle meglio posizionate, visto la vicinanza con il consumatore finale, per sfruttare le enormi potenzialità che sono ancora presenti nelle nostre case, quelle nuove e, soprattutto, quelle già costruite da tempo.


Sandro Attilio Scansani, Docente Politecnico di Milano e Comitato Scientifico RE-USE
Interventi di efficientamento energetico: un'opportunità irrinunciabile per il nostro Paese

Le prospettive degli interventi di efficientamento energetico rappresentano per il nostro Paese una opportunità irrinunciabile che deve essere colta.

La riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente in un momento in cui stenta il decollo dell’edilizia di nuova realizzazione, rappresenta una grande opportunità di crescita del mercato nel settore edilizio. Le prospettive degli interventi di efficientamento energetico rappresentano per il nostro Paese una opportunità irrinunciabile che deve essere colta.
Gli elementi da realizzarsi sono tre: una analisi energetica oggettiva che parta da una diagnosi eseguita con perizia e competenza che tenga conto di interventi che non si limitino soltanto agli impianti ma che si spingano anche all’involucro; una valutazione tecnico-economica che consideri gli aspetti reali e che quindi dimostri una reale convenienza economica, rinunciando a volte al raggiungimento dei livelli di eccellenza; una credibile soluzione del problema dell’accesso al credito, lo Stato, attraverso il coinvolgimento attivo della Cassa Depositi e Crediti, potrebbe fare molto.

 

 

Nomisma e SAIE fotografano il trend e le prospettive della ri-qualificazione energetica e del ri-uso urbano

RAPPORTO NOMISMA SUL MERCATO IMMOBILIARE

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